Stampa

Reflusso gastroesofageo, le regole da osservare prima, durante e dopo i pasti

Pubblicato in Patologie e disturbi il .

 

Le scelte alimentari sbagliate e o comunque poco attente sono le prime cause del reflusso gastroesofageo. Alcuni cibi sono infatti in grado di favorire i sintomi tipici di questa malattia,  spiega il dottor Nicola Gaffuri, Responsabile dell'Unità Operativa di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Reflusso gastroesofageo e alimentazione, quali sono i cibi da evitare?

«I cibi che possono incrementare e intensificare i sintomi del reflusso gastroesofageo – bruciore all’altezza dell’esofago, soprattutto dietro lo sterno, con sensazione di acidità che risale fino alla gola e conseguente rigurgito – sono tanti. Anzitutto alcune verdure, sia cotte sia crude, come i pomodori. Poi i cibi molto speziati e alcuni frutti come mele, pere, agrumi, ananas e banane. Effetti negativi possono sorgere anche da alcuni latticini come yogurt, formaggi grassi o stagionati e dal latte scremato. Senza dimenticare i problemi che possono sorgere dal consumo di alcuni dolci, come cioccolato, caramelle alla menta, budini di latte scremato oltre che dalle bibite gassate, ma anche da caffè, the o tisane e da alcuni prodotti da forno, tra cui anche il pane, che contengono burro, strutto o olio».

Come ci si deve comportare prima e dopo i pasti per evitare il reflusso gastroesofageo?

«Per evitare gli effetti del reflusso non è sufficiente scegliere i cibi adatti, bisogna anche evitare di mangiare troppo in pochi pasti, dividendo la giornata in cinque mini-pasti, distribuendo così il consumo di cibo nell’arco delle ore. Dopo avere mangiato bisogna evitare di tenere la cintura dei pantaloni troppo stretta, perché la pressione esercitata sull’addome potrebbe facilitare la risalita dei succhi gastrici. È inoltre meglio evitare di coricarsi prima che trascorrano due ore dalla conclusione del pasto, e quando si va a letto il consiglio è mantenere la testa sollevata, usando due cuscini o alzando la testiera del letto di alcuni centimetri».

Una condizione di sovrappeso o obesità può agevolare il formarsi di reflusso gastroesofageo?

«Sì, il peso eccessivo e  la conseguente aumentata pressione addominale sono tra le cause del reflusso gastroesofageo. Quando ci si trova in questa condizione e si accusano i sintomi del reflusso è necessario ridurre il peso attraverso un’alimentazione più attenta e una maggiore attività fisica».