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Il "Forum 2017 sull'innovazione in campo cardiovascolare" a Bergamo il 25 novembre 2017

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Sabato 25 novembre 2017
, presso il Centro Congressi Giovanni XVIII a Bergamo si svolgerà il “Focus 2017 sull’innovazione in campo cardiovascolare”.

 

Il Focus, giunto alla sua seconda edizione, ha come responsabili scientifici i dottori Antonino Pitì, responsabile del Dipartimento cardiovascolare e della Cardiologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo e Maurizio Marconi, Direttore del Centro Trasfusionale e di Immunoematologia dela Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, si rivolge ai medici di medicina generale, cardiologi e medici chirurgici di tutte le discipline, infermieri prevede l’attribuzione di 6 crediti formativi ECM.

 

La collaborazione tra medico di medicina generale, cardiologo e cardiochirurgo nell’iter diagnostico e terapeutico è oggi considerata indispensabile per raggiungere standard di cura elevati. Obiettivo del Forum è rendere sempre più stretta e più efficace la collaborazione fra i diversi operatori e approfondire le diverse visuali del paziente da parte del cardiochirurgo, del cardiologo e del medico di medicina generale così che sia possibile intervenire in maniera sempre più mirata ed efficace.

 

L'iscrizione al Forum è gratuita e obbligatoria e può essere effettuata cliccando qui e compilando il modulo online.

 

Focus 2017 sull'innovazione in campo Cardiovascolare (II edizione)

Sabato 25 novembre 2017
Centro Congressi Giovanni XXIII
Viale Papa Giovanni XXIII, 106, 24122 Bergamo.

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Il dottor Danese tra gli autori di uno studio internazionale su nuove terapie per la malattia di Crohn

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Nuovi spiragli nella cura della malattia di Crohn giungono da un recente studio internazionale, pubblicato lo scorso 31 ottobre 2017 sulla rivista Lancet, che ha coinvolto 74 Centri di tutto il mondo e ha visto la partecipazione del prof. Silvio Danese, in Humanitas Gavazzeni Responsabile dell'Ambulatorio per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

 

Si tratta di una nuova strategia terapeutica basata sulla tempestiva intensificazione della terapia con farmaci biologici anti-TNF sulla base di sintomi clinici associati a biomarcatori nei pazienti affetti da malattia di Crohn di recente diagnosi. I risultati ottenuti, secondo quanto riscontrato dai medici e riportato da Lancet sono: guarigione delle ulcere intestinali, assenza di sintomi e riduzione del numero di ricoveri ospedalieri legati alla malattia di Crohn.

 

«È un lavoro che rivoluziona la cura di questa malattia – sottolinea il prof. Danese –, perché dimostra che i soli sintomi non sono un parametro sufficiente su cui modificare la terapia di mantenimento della remissione a lungo termine dei pazienti».

 

Lo studio è stato condotto in 22 Paesi e ha coinvolto pazienti affetti da malattia di Crohn di età compresa tra i 18 e i 75 anni e mai esposti a nessuna terapia immunosoppressiva o biologica.

 

La malattia di Crohn

La malattia di Crohn è una patologia cronica, progressiva e disabilitante che causa un’infiammazione del tratto gastrointestinale e che può favorire lo sviluppo di restringimenti, fistole o ascessi che necessitano di intervento chirurgico entro dieci anni dalla diagnosi in circa la metà dei pazienti.

 

 

 

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Tutti insieme nella lotta alle malattie coronariche

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


L’aterosclerosi è una patologia che decorre per molti anni senza sintomi, fino al manifestarsi dell’angina o dell’infarto.

 

Nelle arterie coronariche si formano delle placche che, col tempo, aumentano di volume e ostacolano il flusso di sangue, compromettendo in modo pericoloso la funzionalità del cuore e, talvolta, mettendo a rischio la vita del paziente.

 

Per prevenire l’aterosclerosi si deve intervenire sui fattori di rischio come il fumo, l’alimentazione e l’ipertensione. Quando la malattia si manifesta, di solito con infarto, la terapia farmacologica non basta e si deve intervenire con procedure di “rivascolarizzazione coronarica” come l’impianto di stent o bypass.

 

«Lo stent è una protesi metallica microscopica, il cui inserimento avviene per via percutanea con l’introduzione di un catetere dall’arteria del polso o anche dell’inguine – spiega Antonino Pitì, cardiologo, responsabile del Dipartimento Cardiovascolare e della Cardiologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo –. All’interno del catetere si fa avanzare un filo metallico fino a oltrepassare la placca che ostruisce il flusso di sangue, e qui si gonfia un palloncino che apre come una molla lo stent al suo esterno fino a raggiungere il diametro desiderato».

 

Se l’impianto di stent può essere eseguito dal cardiologo sul paziente sveglio e anestetizzato solo localmente, per l’intervento di bypass coronarico invece il cardiochirurgo opera il paziente addormentato in anestesia generale.

 

Come precisa Paolo Panisi, responsabile della cardiochirurgia di Humanitas Gavazzeni: «Con il bypass si crea un “ponte” che scavalca il tratto ostruito dell’arteria, usando l’arteria mammaria o le vene delle gambe, le safene. Anche se oramai si ricorre a un approccio chirurgico mininvasivo con accesso in ministernotomia o sottomammario, l’intervento di bypass resta un’operazione chirurgica delicata con una permanenza iniziale del paziente in terapia intensiva. La degenza media è di circa 7 giorni contro i 2/3 dell’impianto di stent».

 

Anche la ripresa delle attività quotidiane della persona segue ritmi diversi: con lo stent è sufficiente una settimana, mentre con il bypass i tempi si allungano. Ma la scelta tra i due approcci spetta sempre allo specialista. Quando entrambe le procedure si possono applicare a un paziente, allora diventa essenziale la collaborazione tra cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti nell’individuare la metodica più risolutiva.

 

È un lavoro d’èquipe in cui vengono valutate attentamente anche le comorbilità, cioè la compresenza di malattie che possono portare a criticità operatorie.

 

In entrambi i casi, dopo l’intervento, bisogna comunque eliminare i fattori di rischio che potrebbero causare una recidiva. Colesterolo, ipertensione e diabete sono tenuti sotto controllo con un’adeguata terapia farmacologica, e lo stile di vita deve adeguarsi alla nuova condizione.

 

L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.